– L'esistenza è conoscenza –

Prigionieri di coscienza, la Corte costituzionale turca tutela la libertà di espressione

Turchia – Il 26 luglio 2019 la Corte costituzionale ha stabilito che firmare una petizione in favore della pace è un atto del tutto legittimo che rientra nella libertà d’espressione. Il ricorso riguardava la petizione lanciata l’11 gennaio 2016 e sottoscritta da 2212 accademici in favore di negoziati di pace tra il governo e il Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk). Da allora oltre 700 firmatari sono stati incriminati per “propaganda in favore di un’organizzazione terrorista” e molti di loro hanno ricevuto in primo grado condanne fino a tre anni di carcere. Centinaia di altri firmatari sono stati licenziati, o costretti a dare le dimissioni, dalle università pubbliche e private e 406 sono stati interdetti per sempre dal pubblico impiego.

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