– L'esistenza è conoscenza –

Lontani dalla perfezione, vicini al disastro

di Luca Nigro

Tira una brutta aria, e il riferimento al maltempo è solo casuale. La campagna elettorale che sta volgendo al termine è stata caratterizzata da un inasprimento dei toni preoccupante. Il confronto politico, sempre meno attento ai contenuti o alle proposte concrete, è sfociato sempre con maggiore facilità in scontri violenti, con le diverse fazioni impegnate a picchiarsi in piazza invece che confrontarsi pacificamente sulle reali necessità del Paese. Da un lato la campagna d’odio portata avanti da estrema destra e neo-fascisti, dall’altro i ragazzi dei centri sociali stanchi di non avere rappresentanza e di subire in silenzio gli attacchi provenienti sia da destra che dalla sinistra moderata. In questo contesto Amnesty International ha presentato il suo Rapporto Annuale 2017-18, definito dal presidente di Amnesty International Italia, Antonio Marchesi, un’enciclopedia delle violazioni dei diritti umani nei 159 Paesi oggetto di studio.

Il direttore generale di Amnesty International Italia, Gianni Rufini, ha sottolineato la centralità del Barometro dell’odio, uno strumento alimentato dalla campagna Conta fino a 10 in grado di scattare una fotografia impietosa della realtà storica che stiamo vivendo in Italia. La scheda sul nostro Paese, infatti, dimostra chiaramente quanto siano in crescita gli episodi di razzismo e discriminazione. Il linguaggio volto a fomentare l’odio utilizzato da alcuni leader politici acuisce la portata di questo fenomeno allarmante. Come se ciò non bastasse molti giornali politicamente schierati strumentalizzano i dati diffusi dal rapporto, dimenticando dolosamente che in qualità di organizzazione non governativa Amnesty non prende le parti di nessuna fazione politica. Il Tempo, Libero e il Giornale riportano le conclusioni contenute nel rapporto come fossero un’accusa ad alcuni candidati (Giorgia Meloni e Matteo Salvini in testa), omettendo di riportare che la campagna di monitoraggio è rivolta a tutti gli schieramenti politici.

Viviamo ogni evento come fossimo il centro dell’universo e non ci rendiamo conto che siamo a malapena interessati da flussi migratori di una certa entità. Siamo una ricca Nazione europea e non siamo in grado di gestire l’arrivo di alcune centinaia di migliaia di immigrati, mentre Paesi africani come l’Uganda o il Kenya, o Stati del Medio Oriente come la Giordania, ospitano campi profughi abitati da milioni di persone. In un recente intervento nel corso della presentazione dell’ottava edizione del rapporto Il Valore dell’Aiuto: Risorse per la risposta alle emergenze umanitarie a cura di Agire, un network di nove Ong, il Segretario Generale di ActionAid e Portavoce di Agire, Marco De Ponte, andando controcorrente rispetto agli altri relatori intervenuti al convegno ha affermato che “l’Italia non è un Paese generoso”. La frase colpisce molto, soprattutto perché è vera. Finché non smetteremo di pensare che stiamo facendo troppo per i migranti non riusciremo a capire che, in verità, non stiamo facendo abbastanza.

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