– L'esistenza è conoscenza –

Esprimiti liberamente, se ci riesci

di Luca Nigro

Libertà di espressione e libertà di stampa sono due principi che dovrebbero andare a braccetto e che, molto spesso, tendiamo a dare per scontato dal nostro posto privilegiato nel mondo. In Italia la libertà di espressione del pensiero attraverso qualsiasi forma è tutelata dall’articolo 21 della Costituzione e a livello internazionale dall’articolo 19 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo (Dudu), eppure in molte nazioni questo diritto universale viene negato e la stampa è soggetta ad una violenta censura. Forme di repressione dell’attività giornalistica si verificano quotidianamente in molti Stati, in tutti i continenti, perché inibire la diffusione di informazioni e notizie è il modo migliore per mantenere il controllo sulla popolazione.

Sotto il punto di vista della tutela dei giornalisti il mese di febbraio è piuttosto interessante, soprattutto per due Stati africani. In Gambia e in Etiopia, rispettivamente al 143° e al 150° nella classifica della libertà di stampa di Reporter senza frontiere, sono state registrate due importantissime vittorie.

170129-eskidner-negaL’otto febbraio in Etiopia Eskinder Nega, noto giornalista e prestigioso attivista per i diritti umani, è stato rilasciato insieme ad altri 745 prigionieri. Dell’elenco fa parte anche Andualem Aragie, che era stato condannato all’ergastolo per inesistenti reati di terrorismo. Nega era stato condannato nel 2011 a 18 anni di reclusione per terrorismo, reo di aver scritto su “Satanaw“, il quotidiano da lui diretto, articoli in cui invocava la fine della tortura, il rispetto della libertà d’espressione e la nascita di un movimento popolare per la democrazia. Dall’annuncio fatto il 3 gennaio dal presidente Hailemariam Desalegn circa il rilascio dei dirigenti dell’opposizione politica e di altre centinaia di detenuti, finora sono tornati in libertà oltre 1200 prigionieri.

gambia-600x600Il 14 febbraio la Corte di giustizia della Comunità economica degli stati dell’Africa occidentale ha stabilito che la legge del Gambia sulla sedizione, la diffusione di notizie false e la diffamazione viola il diritto alla libertà d’espressione. Per tanti anni, sotto la dittatura dell’ex presidente Jammeh, giornalisti e difensori dei diritti umani della piccola enclave in territorio senegalese hanno subito il carcere e la tortura per aver denunciato o sfidato quella legislazione liberticida. Nel dicembre 2015, la Federazione dei giornalisti africani e quattro giornalisti gambiani in esilio, due dei quali erano stati arrestati e torturati proprio in applicazione di quella legge, avevano presentato un appello presso la corte di giustizia africana. Da quando, nel gennaio 2017, si è insediato il nuovo governo del presidente Barrow, la libertà di stampa è molto più garantita ma la legge non è stata ancora abrogata.

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