– L'esistenza è conoscenza –

Quel che ruota intorno alla politica e all’immigrazione

politics-2361943_640di Luca Nigro

Alla veneranda età di trentun anni posso affermare tranquillamente di aver vissuto in pieno il ventennio berlusconiano. Nel 1994 avevo otto anni, non è che capissi molto di politica, però ricordo molto bene che ero circondato da adulti che erano fermamente convinti che Silvio Berlusconi fosse una pessima scelta. Ce n’era anche qualcuno che avrebbe votato per Forza Italia, ma la cerchia di conoscenze dei miei genitori si componeva principalmente di sostenitori dell’allora Pds. Ricordo che non capivo benissimo da cosa derivasse la contrarietà a Berlusconi, in fondo prometteva di creare un milione di posti di lavoro e di abbassare le tasse. A casa mia non siamo mai stati ricchi, vedevo mio padre lavorare duramente sui cantieri e mia madre saltuariamente come collaboratrice domestica e mi chiedevo perché non fossero a favore di un candidato che assicurava lavoro, ricchezza e benessere per tutti. I miei, quindi, provarono a spiegarmi che tutto ciò che diceva Berlusconi erano semplicemente delle promesse elettorali, una specie di raccolta di fantasie irrealizzabili. Mi spiegarono, a modo loro, che quell’uomo che appariva in tv a rassicurare il Paese, in realtà era spinto a candidarsi da motivazioni poco limpide e per nulla altruistiche. Gli credetti, perché in fondo i bambini credono ai propri genitori, mi informai un po’, chiedendo alla mia maestra e iniziando a leggere i giornali per la prima volta. L’unità era il mio punto di riferimento. Oggi L’unità è fallita, i giornali non se la passano benissimo, la sinistra come la conoscevano i miei non esiste più e il tono della campagna elettorale è ormai uniformato al livello televendita, anzi sembra più una svendita prendi due paghi uno.

Da bambino non avrei mai immaginato che ventiquattro anni dopo mi sarei ritrovato ancora le stesse facce, con l’aggiunta di un movimento che da innovativo è diventato l’ennesima brutta copia di un partito il cui unico scopo è ottenere voti per andare in Parlamento. La differenza di età, tuttavia, mi consente di poter utilizzare degli strumenti che prima non avevo. Dall’ultima campagna elettorale statunitense, culminata con la vittoria di Donald Trump, si parla insistentemente di fake news e di sistemi per arginarne la diffusione. Berlusconi è sempre stato un abile emulatore e, in quanto a frottole, non è certo secondo a nessuno. Anche gli altri candidati, da Renzi a Salvini, dalla Meloni a Di Maio, si sono adeguati e anziché cercare raddrizzare il tiro hanno deciso di assecondare questa inesorabile deriva verso la destra più becera. Dopo la terribile sparatoria di Macerata, tutti si sono affrettati per dire la loro, ognuno indicando come problema principale i flussi migratori e la presenza di immigrati nelle nostre perfette città. A nessuno sembra essere venuto il dubbio che il problema potrebbe essere la presenza nelle nostre perfette cittadine italiane di elementi con tendenze fasciste peraltro armati. Il problema è la presenza dei migranti e quindi Berlusconi ha promesso che, se vincerà le elezioni, rimpatrierà seicentomila immigrati irregolari. Per fortuna oggi disponiamo del web, uno strumento potentissimo, che può essere usato per ricercare informazioni oltre che per cercare pornografia. Un sito molto interessante per conoscere lo stato dei flussi migratori è Openmigration. Un altro strumento di indagine molto potente è fornito dalla Fondazione Ismu, il cui ultimo rapporto ha rilevato la presenza di circa 491mila immigrati irregolari, dunque 100mila in meno rispetto a quanto affermato da Silvio Berlusconi. Inoltre si considerano irregolari anche gli extracomunitari ai quali, ad esempio, è scaduto il permesso di soggiorno e non possono rinnovarlo poiché sprovvisti di un regolare contratto di lavoro. Ancora un volta, a mio avviso, il problema non sembra essere l’immigrato quanto il datore di lavoro che non regolarizza il lavoratore. Un’azione di rimpatrio su così vasta scala, infine, sarebbe dispendiosa in termini umani ed economici in quanto ogni volo costerebbe almeno 800mila euro. Considerando che ad ogni tratta partono al massimo 50 migranti, rimpatriare i quasi 500mila irregolari attualmente presenti in Italia verrebbe a costare circa 8miliardi di euro. Ritengo che sarebbe economicamente insostenibile, oltre che moralmente deprecabile.

Durante una campagna elettorale è facile farsi prendere dalla foga e dare i numeri, ma bisognerebbe anche fermarsi un attimo a riflettere, anche perché se tutti dobbiamo impegnarci di più per cercare di arginare la diffusione di fake news forse sarebbe opportuno riportare i toni della contesa elettorale a livelli più civili, in un piano di confronto e non di scontro a suon di chi la spara più grossa.

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